Ametista

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Ametista: la Diva Conquistacuori

E quando viene il momento di parlare dell’Ametista, subito le immagini storiche passate vengono rievocate in quel turbinio di leggende e miti che la vedono protagonista.
Lei è la Diva dei Quarzi.
Ha il suo bel da fare a darsi arie nelle gioiellerie e vantarsi di aver fatto innamorare il Dio del vino Dioniso. Sfortunatamente per lei, Dioniso era un tipetto irascibile e la tramutò in una Gemma, a causa del gran rifiuto della ex donzella.

Le varietà di Quarzo qualità Gemma sono abbondanti sulla Terra, ma quella che continua a catturare i riflettori delle gioiellerie è sempre l’Ametista. La parola Ametista anticamente significava colui che non può ubriacarsi. Quindi, se avete a che fare con tipi alticci, sarà meglio indossarne sempre una per precauzione.

L’Ametista è la Gemma che si associa subito al colore porpora, nonostante ci siano anche Zaffiri e Tanzaniti di questo colore. E’ la Gemma di febbraio e del sesto anniversario di nozze.

L’Ametista appartiene al gruppo dei grandi cristalli di Quarzo. Fino al XIX secolo, la Russia fu l’unica fonte di Ametista, ma l’aura di Gemma rara scomparve non appena si scoprì una fonte enorme in Brasile. Subito dopo la scoperta degli enormi giacimenti brasiliani, i prezzi dell’Ametista scesero vertiginosamente, rendendo questa Pietra, dal colore così elegante, Gemma commerciale adatta alla gioielleria di massa.

Zambian, Maraba e chi più ne ha più ne metta!

Oltre alle leggendarie Ametiste Zambian e alle Maraba scavate a Parà, recentemente è riemersa in Arizona una miniera inattiva da 20 anni, la Four Peaks Mine. La miniera americana produce Ametiste di qualità sia alta, sia commerciale.

Fonti minori di Ametiste sono: Canada, India, Madagascar, Messico, Myanmar, Namibia, Sri Lanka e Tanzania.
India e Thailandia tagliano la maggior parte di grezzo commerciale.
Il grezzo di alta qualità viene invece tagliato nella famosa cittadina tedesca Idar-Oberstein.

Assolutamente affascinante è la Lampivaara Amethyst Mine, immersa nello scenario perennemente natalizio della Lapponia; ma non meno suggestiva è la Blue Point Amethyst Mine in Ontario, Canada.

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Ametrino, figlio di Ametista!

Ebbene si, l’Ametrino è una varietà di Ametista trasparente e bicolore che si presenta alla luce con i colori sia del Citrino, sia dell’Ametista. Ed è il fascino della natura con le sue distribuzioni non sempre uguali ed omogenee che rende la miniera di Anahi l’unica fonte al mondo di Ametrino.
Questa incredibile miniera è sita a 150 km a nord di Puerto Suarez, vicino al confine brasiliano, ed è per questo che l’Ametrino viene soprannominato dagli amici “Bolivianite”.

L’Ametrino si forma in incredibili ed improbabili condizioni geologiche.
Sono gli improvvisi cambi di temperatura e le perfette combinazioni di elementi chimici a conferire contemporaneamente questi due inusuali colori ad una stessa Gemma.

Durante la prima spedizione degli spagnoli nell’Est della Bolivia, il soldato Felipe de Urriola y Goitia entrò in contatto con la pacifica tribù degli Ayoreo. Dopo poco tempo perse follemente la testa per la figlia del capotribù: la Principessa Anahi.
Don Felipe chiese la mano di Anahi ed il capotribù, nonostante i suoi maligni consiglieri lo avessero indirizzato verso un’altra scelta, gliela concesse.
Per di più, il capotribù regalò la miniera a sua figlia e a Don Felipe, in barba ai consigli ricevuti.
Don Felipe non era molto interessato alla miniera, ma non tanto per questioni etiche o morali, quanto per il fatto che a quei tempi, i conquistatori spagnoli rivolgessero maggiormente l’attenzione alle miniere d’oro, d’argento e di Smeraldi.
Purtroppo, tuttora non sappiamo ancora se fosse vero amore quello tra Anahi e Don Felipe..


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